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mercoledì 21 febbraio 2007

Gazzetta del Mezzogiorno - Una sottoscrizione per salvare Teseo

Petizione, conto corrente (e anche un blog): le mille forme della solidarietà
Nasce un comitato cittadino si sostegno per la comunità terapeutica occupata

La solidarietà ha mille forme. Quelli di Teseo, la cooperativa sociale lacerata dai contenziosi civili e penali, sta tentando in tutti i modi di scongiurare la chiusura della comunità terapeutica, uno dei “gioielli” dell’assistenza e del recupero delle tossicodipendenze che, dopo anni di ottimo lavoro, rischia di chiudere i battenti per sempre.
Malgrado le prime vittorie in sede legale, con il reintegro di due dei nove soci lavoratori esclusi dai vertici della coop, il contenzioso va avanti (i tempi della giustizia sono quelli che sono) e l’asssitenza agli utenti è sempre più difficile. Da molti mesi ormai, il sostentamento economico della comunità terapeutica, degli ospiti e degli operatori, passa attraverso la generosa opera di cittadini, amici, comunità religiose e associazioni. “Gli operatori, senza stipendio da gennaio 2006, non hanno più la forza economica di andare avanti in questa battaglia, ne sono in grado di far fronte alle spese per la gestione ordinaria del centro residenziale, in quanto da settembre 2006 l’amministrazione della cooperativa non provvede più al sostentamento del centro, fatto che è stato denunciato alla Procura” si legge in una nota. E’ necessario inoltre pagare anche un deposito cauzionale di 7.500 euro al Tribunale per l’ispezione straordinaria richiesta dai soci esclusi.
“Questa battaglia di giustizia sociale ha bisogno ora di un sostegno economico; con questo obiettivo è nato il “Comitato cittadino di sostegno alla Comunità terapeutica Teseo”. Si tratta di un gruppo di cittadini singoli e associazioni, trasversale a partiti e schieramenti, che si sta facendo promotore di una raccolta di fondi utili a superare questo momento di difficoltà e di sostenere gli operatori fino alla fine della vertenza.”
L’appello è rivolto dunque alle forze politiche, a tutte le istituzioni e ai cittadini. Un appello a meditare sulla “portata etica della questione Teseo” e a sostenere materialmente la battaglia.

giovedì 15 febbraio 2007

Gazzetta del Mezzogiorno 15 febbraio 2007

VERTENZA TESEO. S'apre uno squarcio

Prima importante vittoria all’udienza per il licenziamento e l’esclusione di 11 soci lavoratori da parte del presidente Cooperativa sociale Teseo. Nell’udienza, alla quale il presidente non si è presentato, il giudice Monteleone del Tribunale civile di Bari ha sospeso il provvedimento di licenziamento ed esclusione di due dei soci della cooperativa, reintegrandoli al loro posto di lavoro e nella compagine sociale della cooperativa, ritenendo valide le motivazioni prodotte nella memoria difensiva depositata dall’avv. Filippo Ferrara del Foro di Bari. E’ stato quindi confermato ciò che da mesi i soci denunciano: "l’illegittimità dei licenziamenti da parte del presidente Rogondino". Come primo atto i due soci riammessi hanno chiesto agli amministratori della cooperativa un incontro per il 31/01/07 in merito alla diffida con la quale la Direzione Generale della A.S.L. BA/5 in data 22/12/06 ha intimato di ripristinare i requisiti funzionali e organizzativi della Comunità terapeutica Teseo, pena la revoca della convenzione in atto.Il Rogondino anche questa volta non si è presentato all’incontro, nè ha dato alcuna comunicazione in merito.
E' stata invece rinviata per la seconda volta la causa per la denucnia di possessoria depositata presso il Tribunale civile sezione di Rutigliano, dopo le proteste dei soci esclusi, nei confronti degli operaori licenziati della Comunità Terapeutica Teseo. Anche in questa sede nè Rogondino nè i suoi legali si sono presentati.

Carmela Formicola

lunedì 15 gennaio 2007

Conversano > Teseo, se ne parla a febbraio

L'INFORMATORE - GENNAIO 2007

Nuovo capitolo comunità terapeutica Teseo: il presidente Rogondino, assistito dall’avvocato Longo, ha ottenuto il rinvio dell’udienza del 7 dicembre all’8 febbraio, presso il tribunale di Rutigliano. Rogondino aveva denunciato gli operatori Teseo di interruzione di pubblico servizio, sabotaggio, occupazione di struttura pubblica; accuse infondate, poiché i soci-lavoratori, licenziati in tronco dal Presidente e senza stipendi da mesi, continuando ad oltranza il loro lavoro, svolgendo i programmi riabilitativi dei 13 utenti. Negata a Longo dalla controparte la richiesta di rinvio delle udienze dell’11 e 20 dicembre.“Rogondino - sostengono gli operatori - è consapevole dell’inconsistenza della sua azione penale: il rinvio dell’udienza gli consentirà di temporeggiare, sebbene abbia giustificato la richiesta esprimendo la volontà di raggiungere un accordo per ricominciare a lavorare insieme. Egli ha anche assicurato la disponibilità della Regione a ristabilire la convenzione con la Teseo”.Lasciare Rogondino alla presidenza della cooperativa è un’ipotesi inaccettabile: nel corso dell’udienza dell’11 dicembre è stata chiesta ai giudici della Camera di consiglio del tribunale civile di Bari l`ispezione straordinaria del Ministero dello sviluppo economico, con lo scopo di ottenere il commissariamento della Teseo. Si attende la decisione dei giudici. In questa sede non è stata presentata dal legale di Rogondino alcuna proposta di accordo scritto.

biancazupa@linformatore.it

sabato 16 dicembre 2006

Il Forum Territoriale del Terzo Settore di Conversano accanto ai soci e agli utenti della Cooperativa Teseo

COMUNICATO STAMPA

Il Forum Territoriale del Terzo Settore di Conversano, nel solidarizzare con i lavoratori della cooperativa sociale Teseo ingiustamente licenziati da un presidente che non rappresenta la base sociale, si unisce alla sacrosanta protesta degli utenti e degli operatori per la tutela del luogo di lavoro e per la continuità della relazione di cura ed aiuto.

Nonostante le numerose denunce alla Guardia di Finanza, all'Ispettorato degli Enti Cooperativi, all'Ispettorato del Lavoro e al Tribunale Civile di Bari, il presidente e gli amministratori della Cooperativa Teseo continuano a non assicurare l’assistenza agli utenti della comunità terapeutica ostacolando l’operato dei lavoratori a cui viene impedito il sostentamento economico. Tutte le proposte solutive avanzate dagli operatori e dagli utenti per giungere alla chiusura della vertenza non vengono prese in considerazione da un fantomatico consiglio di amministrazione.

Per questo motivo gli operatori che da oltre otto mesi garantiscono gratuitamente i servizi sociosanitari grazie anche alla solidarietà dei familiari degli utenti e della Caritas diocesana, proseguono nell’occupazione della sede della Comunità Terapeutica.

Il Forum Territoriale del Terzo Settore di Conversano chiede ufficialmente che gli assessorati alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Puglia intervengano urgentemente per giungere ad una soluzione in grado di restituire agli operatori la dignità di lavoratori riconoscendone i diritti acquisiti e di garantire agli utenti la continuità dell’assistenza.

Il Forum Territoriale del Terzo Settore di Conversano si rende inoltre disponibile a partecipare all’individuazione della soluzione migliore per giungere alla chiusura della vertenza.

Conversano 16 dicembre 2006

Per informazioni: Dino Lovecchio 335/7588659 – lovecchiodino@alice.it

venerdì 15 dicembre 2006

Conversano. Teseo, come uscire dal pasticciaccio

L'INFORMATORE - DICEMBRE 2006


Denunciati per interruzione di servizio pubblico: è il principale capo d’imputazione della denuncia penale sporta dal presidente della Cooperativa Teseo, Michele Rogondino, ai danni gli operatori della Comunità terapeutica; accusa paradossale perché i lavoratori, tutti licenziati in tronco da Rogondino, sono senza stipendio da mesi, ma continuano a svolgere i programmi riabilitativi dei 13 utenti rimasti. La denuncia era stata depositata il 22 settembre scorso dall’avvocato Iudice presso la Pretura di Rutigliano; Iudice aveva rinunciato, poco dopo, alla difesa di Rogondino. L’udienza, tenutasi il 14 novembre nel Tribunale di Bari (sezione distaccata di Rutigliano) dinanzi al giudice Pietro Mastronardi, è stata rinviata al 7 dicembre.D’altro canto, anche gli ex-lavoratori Teseo avevano avviato un’azione penale nei confronti del presidente; dopo la perquisizione effettuata nella sede legale della cooperativa, la denuncia era stata consegnata dalla Guardia di Finanza alla Procura di Bari. A questa, tuttavia non si fa cenno nella memoria depositata da Iudice: Rogondino è accusato di aver indicato per anni, sulle buste-paga dei lavoratori, importi dai lavoratori mai percepiti e di aver incassato i soldi della falegnameria senza averli fatturati.Il 25 ottobre è stato siglato dal sindaco Iudice e dalle varie parti sociali (l’avv. Rossi, assessore ai Servizi Sociali, il sig. Zollo, rappresentante del Comitato Operatori Sociali di Bari, il sig. Maccarelli per la Legacoop di Bari e l’ing. D’Adamo per il Forum Cittadino del Terzo Settore di Conversano) un protocollo d’intesa, per “garantire la prosecuzione delle attività terapeutiche della Teseo, promuovere un’azione conciliatrice tra le parti, assicurare che i lavoratori esclusi possano riprendere la loro attività.” “Ma il sindaco - sostengono i lavoratori Teseo - per ora si è limitato a delegare all’assessore ai Servizi Sociali, il sostegno economico agli utenti, sotto forma di sussidio straordinario e di alimenti”: il protocollo non avrebbe ancora sortito effetti significativi per la Comunità.Per saperne di più sulla situazione abbiamo sentito il dott. Vito Bonasora, consigliere della Regione Puglia e l’ing. Massimo D’Adamo.Bonasora: “Ho sostenuto dal primo momento la causa degli operatori Teseo, ingiustamente licenziati e vessati dall’attuale consiglio di amministrazione. Ritengo che l’unica via d’uscita sia nelle dimissioni di Rogondino e dell’intero C.d.A., non più in grado di garantire l’esistenza di un efficace servizio terapeutico. La nomina di un nuovo C.d.A. rimetterebbe in moto la Comunità, le restituirebbe la tranquillità necessaria allo svolgimento delle attività terapeutiche, allontanandola dal contenzioso e dallo stato di precarietà. Il nuovo C.d.A. dovrebbe, per prima cosa, rilevare le fideiussioni, che non sappiamo a quanto ammontino; dopo aver acquisito tutti i documenti contabili, noto lo stato patrimoniale ed eventualmente debitorio della Cooperativa, il C.d.A. riconoscerebbe al cittadino Rogondino il legittimo dovuto, se ve ne fosse, che lui non potrebbe pretendere continuando a ricoprire la carica di presidente.”D’Adamo: “Ho seguito le istanze dei lavoratori Teseo che avevano un risvolto sociale, essendo avanzate da un gruppo di persone vittime di un’organizzazione che non faceva gli interessi della Cooperativa e non li riconosceva parte integrante della Comunità. Come rappresentante del Forum del Terzo Settore nel territorio di Conversano, ritengo che il nostro obbiettivo sia creare un canale formativo, culturale dello sviluppo cooperativo: c’è bisogno di fare cultura del sociale, far maturare una coscienza del ‘co-operare’, a differenza di quanto avveniva nella Teseo. Il protocollo d’intesa aveva l’intento di sottoporre all’attenzione delle Istituzioni gli utenti, i ragazzi in terapia. Tra i punti dell’accordo, vi era la creazione di un fondo economico d’emergenza, la fornitura dei pasti dal Comune, il tentativo di mediare tra le parti in contenzioso: quest’ultimo proposito è andato in fumo; Rogondino non ha accettato la transazione, pur essendovi stato incaricato dal vescovo don Angelo Sabatelli. Infatti Rogondino continua a salvaguardare solo i propri interessi: le fideiussioni, la casa, parte del patrimonio.”
Nella foto uno dei laboratori della comunità Teseo.

biancazupa@linformatore.it

mercoledì 18 ottobre 2006

L'Informatore - Teseo in rivolta

Associazioni > Conversano. Teseo in rivolta

“Di qui non ci muoviamo. Il lavoro in cooperativa deve andare avanti per il bene dei nostri utenti. Oggi 13 ragazzi (erano in 30), tra cui due minorenni: devono portare a termine il loro programma riabilitativo”. È questo l’urlo indignato di Matteo Andriani, uno degli otto soci della cooperativa Sociale Teseo - Onlus di Conversano che gestisce dal 1993 l’omonima Comunità Terapeutica specializzata nella riabilitazione socio-lavorativa di persone con problemi di tossico dipendenza. Un urlo giunto alla disperazione dopo che l’intera equipe psico-socio-sanitaria è stata licenziata dal presidente Michele Rogondino. “Lo abbiamo denunciato alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica di Bari per tutta una serie di irregolarità nella gestione della cooperativa. Basti pensare che il Consiglio di Amministrazione è formato da lui la moglie e la segretaria, dopo la denuncia ha pensato bene di licenziarci in tronco tutti senza pagarci lo stipendio che ci deve da gennaio 2006 mentre secondo nostre fonti ha continuato fino ad agosto a percepire tramite la Ausl le rette delle famiglie dei nostri utenti. Adesso ci ha tagliato anche i viveri, per continuare a sperare ci daranno una mano la Caritas, un parroco nostro amico”.
Rogondino riflette sul da farsi
Per diritto di replica abbiamo chiamato telefonicamente il presidente della cooperativa Michele Rogondino che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. “Devo rifletter sul da farsi”, ci ha detto mentre irritato alzava il tono di voce infastidito da una conferenza stampa a suo dire non autorizzata.

mariasportelli@linformatore.it

domenica 8 ottobre 2006

Gazzetta del Mezzogiorno dell'8 ottobre 2006

Articolo
Solidarietà per «Teseo» dopo la notte bianca una nota del Cama Lila
Grande partecipazione alla «notte bianca» di solidarietà per gli operatori della cooperativa sociale «Teseo». Nella sede della comunità terapeutica (occupata da circa un mese per protesta contro l'atteggiamento del presidente della stessa coop, Michele Rogondino), diversi artisti e gruppi musicali (tra cui Angelo Cavallaro, Armonia Improbabil Band di Bari e i Radar di Putignano) si sono esibiti dinanzi all'ampio pubblico del Terzo Settore, del volontariato di amici e parenti dei ragazzi, delle persone comuni. Prosegue intanto l'opera di sensibilizzazione da parte del Forum del Terzo Settore di Conversano e del Comitato Operatori Sociali di Bari sulla vicenda Teseo, in una corsa per non far morire la comunità. Gli occupanti sono ad ogni modo soddisfatti per l'esito degli incontri avuti con il direttore generale della Asl Bari/5 e con il sindaco di Conversano che ha comunicato l'intenzione di rinunciare, in quanto avvocato, alla difesa del presidente della «Teseo», Rogondino. Si va dunque verso la firma di un protocollo d'intesa che decreterebbe la salvezza di utenti ed operatori. Qui di seguito, invece, pubblichiamo un intervento sul caso Teseo di Angela Calluso, presidente del Cama Lila, e di Nicola Catucci, presidente del Forum provinciale contro le tossicodipendenze. ----------- Abbiamo aspettato. Volevamo che fossero altri Enti del Terzo Settore, prima di noi, ad essere solidali con la storica comunità Teseo, con le persone inserite e con gli operatori che le assistono in un percorso difficile. Lo stesso percorso che, all'incontrario e, quotidianamente, fanno migliaia di giovani (solo nella provincia di Bari) che, senza speranza nel futuro, si annientano per una pasticca, per una sniffata, per qualche litro di alcol. Nessuno. Nessuna Comunità, nessuna Associazione, nessun Sindacato, nessun Politico: nessuno. Ed allora la esprimiamo noi la solidarietà alla comunità Teseo. Lo facciamo noi, che riconosciamo il loro difficile percorso e lo rispettiamo e lo consideriamo indispensabile per un territorio, il «nostro», dilaniato, triste, senza identità. Lo facciamo noi e lo limitiamo volutamente ai soli «ragazzi» ed operatori, inermi nei confronti del «padrone» e con poche frecce da scagliargli contro. Solidarietà allora, perché viviamo quotidianamente e da troppo tempo oramai in attesa di una risposta e con noi i nostri assistiti, i nostri «ragazzi», i nostri figli, ma nulla: dall'altra parte, il silenzio! Il silenzio di chi non ascolta la sofferenza, il dolore, la disperazione, la solitudine, poiché troppo impegnato, ahinoi, ad ascoltare le voci ammalianti del potere. Solidarietà, da chi conosce benissimo cosa vuol dire essere fra due fuochi: da una parte «sparano» gli ultimi - quelli che non hanno più nulla da perdere - e dall'altra i potenti. I primi «sparano» con le armi della disperazione ed i secondi con le armi che il loro grado di potenza mette a disposizione, dalla vil moneta al «do ut des». In attesa di una risposta, che attendiamo nei fatti, anche per oggi, intanto, dopo più di 15 anni, ci viviamo la sconfitta, ci sopportiamo le sedi bruciate, le grida disperate di madri che piangono i loro figli morti per overdose o di Aids o perché persa completamente la speranza; che dopo più di 15 anni testardi, troviamo ancora la forza di combattere la delusione che nutriamo nei nostri rappresentanti politici. Purtroppo, aspetteremo ancora.08/10/2006

mercoledì 20 settembre 2006

Gazzetta del Mezzogiorno - Comunità terapeutica addio?



Coop Teseo sotto inchiesta. Il volontariato si occupa dei 13 utenti

Ombre sull’assistenza agli ex tossicodipendenti. In tensione il mondo del volontariato per quella brutta storia della cooperativa “Teseo” la cui comunità terapeutica, nelle campagne tra Monopoli e Conversano, è stata occupata dal Comitato degli Operatori sociali di bari. Non solo ci sono 13 utenti affidati a una forma volontaristica di assistenza, ma è soprattutto il grido degli operatori sociali a lacerare l’aria della solidarietà barese. I vertici della cooperativa sociale “Teseo” sono finiti al centro di una inchiesta della Guardia di Finanza dopo le denunce fatte nel marzo scorso da otto soci lavoratori della stessa cooperativa, alcuni dei quali svantaggiati, e da operatori dell’equipe psico-socio-sanitaria della comunità. Sono stati i soci lavoratori e gli operatori a inoltrare numerose denunce ai giudici penali e a quelli civili oltre che alla Direzione Generale della ASL BA/5 nei confronti del consiglio d’amministrazione della coop Teseo. Al fascicolo di indagine della Guardia di Finanza si sono anche aggiunte le dichiarazioni di una ventina di ex soci, di collaboratori, di ex dipendenti e di utenti.
Che fine ha fatto l’inchiesta? Il giudice per le indagini preliminari deve ancora pronunciarsi. Nel frattempo la comunità terapeutica Teseo è stata occupata dagli operatori. “Stiamo in una struttura che è stata privata dell’intera equipe, illegittimamente licenziata, gli ultimi operatori cinque giorni fa. La scelta degli operatori di teseo è stata pertanto quella di occupare la struttura, risiedendovi, e continuando a svolgere le attività socio-educative con i 13 utenti rimasti, che necessitano di cure e assistenza, nonostante l’assenza di fondi e sostegno psicoterapeutico”.
Il gruppo che ha occupato la struttura va oltre. E scaglia accuse violentissime contro i vertici di teseo che, ad indagine aperta, avrebbero “risistemato la compagine sociale, inserito nuovi soci senza requisiti, proseguito nei licenziamenti, approvato il bilancio”.
Il Comitato degli operatori sociali ed il Forum del terzo Settore di Conversano chiedono nel frattempo un incontro con il direttore generale della ASL BA/5, con gli assessori regionali alla Sanità, e chiedono che dela situazione sia informato anche il presidente della regione Nichi Vendola.
Questa mattina gli occupanti incontreranno gli organi di stampa, anche perché la storia di “Teseo” è per certi versi un pretesto. Si tratta infatti, di un modo per rilanciare la “vertenza” delle politiche sociali, dell’assistenza a singhiozzo e del precariato che avvolge il lavoro degli operatori. Disagio, anziani, handicap, ex detenuti, ex tossicodipendenti, infanzia, adolescenza: c’è un popolo infinito che vive nel bisogno. I custodi di questo bisogno vivono a loro volta nel disagio.

(c.f.)