venerdì 15 dicembre 2006

Conversano. Teseo, come uscire dal pasticciaccio

L'INFORMATORE - DICEMBRE 2006


Denunciati per interruzione di servizio pubblico: è il principale capo d’imputazione della denuncia penale sporta dal presidente della Cooperativa Teseo, Michele Rogondino, ai danni gli operatori della Comunità terapeutica; accusa paradossale perché i lavoratori, tutti licenziati in tronco da Rogondino, sono senza stipendio da mesi, ma continuano a svolgere i programmi riabilitativi dei 13 utenti rimasti. La denuncia era stata depositata il 22 settembre scorso dall’avvocato Iudice presso la Pretura di Rutigliano; Iudice aveva rinunciato, poco dopo, alla difesa di Rogondino. L’udienza, tenutasi il 14 novembre nel Tribunale di Bari (sezione distaccata di Rutigliano) dinanzi al giudice Pietro Mastronardi, è stata rinviata al 7 dicembre.D’altro canto, anche gli ex-lavoratori Teseo avevano avviato un’azione penale nei confronti del presidente; dopo la perquisizione effettuata nella sede legale della cooperativa, la denuncia era stata consegnata dalla Guardia di Finanza alla Procura di Bari. A questa, tuttavia non si fa cenno nella memoria depositata da Iudice: Rogondino è accusato di aver indicato per anni, sulle buste-paga dei lavoratori, importi dai lavoratori mai percepiti e di aver incassato i soldi della falegnameria senza averli fatturati.Il 25 ottobre è stato siglato dal sindaco Iudice e dalle varie parti sociali (l’avv. Rossi, assessore ai Servizi Sociali, il sig. Zollo, rappresentante del Comitato Operatori Sociali di Bari, il sig. Maccarelli per la Legacoop di Bari e l’ing. D’Adamo per il Forum Cittadino del Terzo Settore di Conversano) un protocollo d’intesa, per “garantire la prosecuzione delle attività terapeutiche della Teseo, promuovere un’azione conciliatrice tra le parti, assicurare che i lavoratori esclusi possano riprendere la loro attività.” “Ma il sindaco - sostengono i lavoratori Teseo - per ora si è limitato a delegare all’assessore ai Servizi Sociali, il sostegno economico agli utenti, sotto forma di sussidio straordinario e di alimenti”: il protocollo non avrebbe ancora sortito effetti significativi per la Comunità.Per saperne di più sulla situazione abbiamo sentito il dott. Vito Bonasora, consigliere della Regione Puglia e l’ing. Massimo D’Adamo.Bonasora: “Ho sostenuto dal primo momento la causa degli operatori Teseo, ingiustamente licenziati e vessati dall’attuale consiglio di amministrazione. Ritengo che l’unica via d’uscita sia nelle dimissioni di Rogondino e dell’intero C.d.A., non più in grado di garantire l’esistenza di un efficace servizio terapeutico. La nomina di un nuovo C.d.A. rimetterebbe in moto la Comunità, le restituirebbe la tranquillità necessaria allo svolgimento delle attività terapeutiche, allontanandola dal contenzioso e dallo stato di precarietà. Il nuovo C.d.A. dovrebbe, per prima cosa, rilevare le fideiussioni, che non sappiamo a quanto ammontino; dopo aver acquisito tutti i documenti contabili, noto lo stato patrimoniale ed eventualmente debitorio della Cooperativa, il C.d.A. riconoscerebbe al cittadino Rogondino il legittimo dovuto, se ve ne fosse, che lui non potrebbe pretendere continuando a ricoprire la carica di presidente.”D’Adamo: “Ho seguito le istanze dei lavoratori Teseo che avevano un risvolto sociale, essendo avanzate da un gruppo di persone vittime di un’organizzazione che non faceva gli interessi della Cooperativa e non li riconosceva parte integrante della Comunità. Come rappresentante del Forum del Terzo Settore nel territorio di Conversano, ritengo che il nostro obbiettivo sia creare un canale formativo, culturale dello sviluppo cooperativo: c’è bisogno di fare cultura del sociale, far maturare una coscienza del ‘co-operare’, a differenza di quanto avveniva nella Teseo. Il protocollo d’intesa aveva l’intento di sottoporre all’attenzione delle Istituzioni gli utenti, i ragazzi in terapia. Tra i punti dell’accordo, vi era la creazione di un fondo economico d’emergenza, la fornitura dei pasti dal Comune, il tentativo di mediare tra le parti in contenzioso: quest’ultimo proposito è andato in fumo; Rogondino non ha accettato la transazione, pur essendovi stato incaricato dal vescovo don Angelo Sabatelli. Infatti Rogondino continua a salvaguardare solo i propri interessi: le fideiussioni, la casa, parte del patrimonio.”
Nella foto uno dei laboratori della comunità Teseo.

biancazupa@linformatore.it

1 commento:

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Christian, iwspo.net